Ma poi perchè?
È notte. Stranamente si tratta di un mercoledì e non sono in giro a vivere. Sono in casa a rimuginare sullo strano destino delle cose. Passi una buona parte della tua esistenza a scrivere testi, che verranno pubblicati e letti, su argomenti che ti stanno a cuore. Ma eviti di parlare della realtà delle cose che ti succedono ogni giorno. Poi, in un momento, tutto cambia, e hai solo voglia di rendere gli altri partecipi, di coinvolgere qualcuno nel bello e nel brutto della tua vita. Di farlo ridere. E ti ritrovi la notte a scrivere un post… e pensare che hai tanto voluto uno spazio come questo… e quando ce l’hai la vita reclama l’immediata restituzione del tempo che le sottrai!
Ho sempre preferito essere parte integrante di qualcosa, non perdermi nelle riflessioni, evitare di descrivere momenti e sensazioni per paura di alterare l’innegabile sensazione dell’esserci punto e basta, del non dover fare altro che mettere il proprio sangue, la pelle, i capelli, le vene in quello che provi, nel momento esatto in cui lo provi e solo allora.
Ma come trattenere un irrefrenabile, ossessivo e narcisistico senso di euforico disagio di fronte alla caducità della bellezza e comunicarlo, sgomenti, felici e angosciati a qualcun’altro!
Quindi…cominciamo. È ora.
Ho sempre preferito essere parte integrante di qualcosa, non perdermi nelle riflessioni, evitare di descrivere momenti e sensazioni per paura di alterare l’innegabile sensazione dell’esserci punto e basta, del non dover fare altro che mettere il proprio sangue, la pelle, i capelli, le vene in quello che provi, nel momento esatto in cui lo provi e solo allora.
Ma come trattenere un irrefrenabile, ossessivo e narcisistico senso di euforico disagio di fronte alla caducità della bellezza e comunicarlo, sgomenti, felici e angosciati a qualcun’altro!
Quindi…cominciamo. È ora.

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