Ogni riferimento a fatti, persone e luoghi è puramente casuale...o no?! Pertanto alcuni dei nomi citati potrebbero essere di fantasia.

lunedì, gennaio 22, 2007

Che il mondo abbia preso a girare al contrario è fatto oramai più che consolidato. Ma che bisognasse prenderne atto in tutta coscienza e per davvero, era cosa, forse, meno prevedibile. Invece va così. E’il 20 gennaio e ieri ci saranno stati almeno 16 gradi là fuori. E poi mi vengono a dire che non ci sono più le mezze stagioni; quest’anno l’inverno non è venuto neanche minimamente a trovarmi. Neanche l’ombra. Nemmeno una cartolina da chissà dove. Dico là fuori poi perché, Anty ed io, sono giorni e giorni che ci siamo rinchiuse in casa a fare i conti con i fantasmi delle nostre segreterie di facoltà. E’ un’escalation che sta passando un po’ tutti gli stadi. In rigoroso ordine alfabetico: Angoscia. Ansia. Catalessi. Isteria. “O mio Dio non ce la farò mai!”. Senso di colpa. Terrore.
Poi, grazie al cielo, decidiamo, un giorno su tre/quattro, di prendere la nostra boccata d’aria. Di resettare un po’ tutto, e di fare un salto là fuori. Ci siamo date, questa settimana, a due gran colpi di vita: cinema e Mezzanotte, Jacopo per la precisione (se qualcuno avesse, anche solo per un nano secondo, associato il cognome alla più illustre Silvia Mezzanotte). E qui, di cose che vanno al contrario, ce ne è decisamente più di una. Su tutte, un bassista talmente kitch che ci si domanda, automaticamente, cosa c’entri con il ballo della tirella (..e alla fine, cosa sarà mai sta tirella, ci chiediamo??) e Anty che, anche questo giro, si è rifiutata di farsi autografare la copia originale del cd su invito di Patty, che, costantemente ormai, la invita a questi spettacoli di nicchia. E stasera chissà, altro giro e altra corsa, in questa Bologna che va sempre più al contrario; con Cofferati che cambia le ordinanze una volta a settimana, quando va bene; con i baristi dei nostri locali che, oramai, si sono trasformati in guardie giurate e garanti dell’ordine pubblico, ruolo che, ovviamente, non viene loro molto bene; con i bambini votanti che non sanno nemmeno, da che parte si comincia, a scegliersi una donna (vero Anty??!!?!). Chissà. Tra poco anche il Martini non saprà più di Martini? E’ un’eventualità a cui non posso nemmeno pensare..

mercoledì, novembre 22, 2006

3:40

Tre e quaranta del mattino. È ora? È ora. Vado in bagno. Magari chiama. Non devo essere pronta per uscire sennò va a finire che lo faccio davvero. Spogliati. Butta via le lenti a contatto. Metti il pigiama. Lava i denti. Ok, fatto. Vado a letto… ed è allora che prendo in mano il cellulare. Ma se gli mandassi un messaggio? A quest’ora avrà finito di lavorare. Chissà che sta facendo. Magari è in giro. O forse a letto… no, penso di no. Che bello che è fra le coperte… disteso, quando ti guarda con quegli occhi pieni di voglia. Ahhhhhhhhhh!!!!!!!!!!! BASTA! Appoggia il telefono sul comodino. Spegni la luce e dormi. Per fortuna che esiste l’orgoglio! Sei così orgogliosa che non sopporteresti l’umiliazione di chiamarlo tu. Di nuovo. Alla fine lui ti cerca solo quando sa che sei debole ed è facile farti fare quello che vuole. Lo stronzo. Però che voglia che hai di chiamare sto stronzo! È così carino… eppoi ormai te lo immagini a letto, quando si rotola fra le coperte e ti accarezza tutto assonnato nel tepore della mattina…BASTA! BASTA! BASTA! Pensa ad altro!! Dormi, dormi, dormi, dormi, dormi, dormi, dormi, dormi, dormi….

venerdì, ottobre 06, 2006

ROOMMATE

Parliamo un po’di coinquiline. Le vostre care antyepatty in questo periodo hanno lo stesso problema di altri migliaia di studenti a Bologna… la ricerca di una coinquilina. Sembra un argomento di normale amministrazione cercare qualcuno con cui condividere la casa e le spese, ma le insidie nascoste in questa semplice e apparentemente innocua mansione si annidano dietro ogni angolo. Per me e la Patty la presenza di questa fantomatica terza persona è indispensabile per riuscire ad evitare di diventare a tutti gli effetti la famiglia Vianello (giusto per la cronaca: io sono Sandra e lei Raimondo, visto che io non leggo la Gazzetta e lei si!). Comunque questa volta la ricerca sta assumendo connotati inquietanti. La Patty non c’è - ma torna presto per fortuna!!! – e quindi sono da sola, abbandonata a me stessa, confusa e tormentata… Ma dico io, è possibile che la Corte dei Miracoli si sia radunata e stia complottando contro di noi?

Penso di essere una persona molto tollerante, nonostante una valanga di orrendi difetti, che però, per fortuna, solitamente non si manifestano al primo incontro. I criteri che applico nella ricerca di una coinquilina sono semplici: non deve essere una squilibrata e deve essere carina. Ebbene sì, sono una razzista. Non sopporto che vivano con me persone brutte. Esteticamente brutte. Questo non perché mi ritenga Miss Universo o mi senta di portare al collo la fascia “Si, si, hai capito bene, sono migliore di te!”, ma solo per una questione di pubblica decenza. Non posso, non è umanamente possibile, (e non mi interessa neppure), capire al primo incontro la totalità della psicologia della persona che mi sta di fronte per quei decisivi otto/ quattordici minuti, e valutarne di conseguenza la compatibilità con il sistema formalmente funzionante di relazioni “antyepatty-terzacoinquilina”, quindi mi baso sui dati in mio possesso. Quando le persone acquistano qualcosa…boh, anche una caffettiera…valutano per prima cosa la sua funzionalità (quella di una persona è dura da vedere!), poi il prezzo (idem) e successivamente, se questi fattori risultano equivalenti in due o più articoli, scelgono il più bello! Se mi sento tranquilla nell’operare questa scelta in qualsiasi ambito della vita, non capisco perché dovrei sentirmi politicamente scorretta (una stronza, insomma) se applico questo criterio anche nella scelta di chi vive con me!

Insomma, se posso scegliere davanti a quale faccia fare colazione la mattina, perché dovrei prenderne una “AGGHIACCIANTE”? Già mi sveglio abbastanza storta da sola senza andare ad aggravare la situazione, no?!?

E ALLORA MI DOMANDO DOVE SONO FINITE LE BELLE RAGAZZE, O QUELLE ALMENO PASSABILI, VISTO CHE DA DUE SETTIMANE MI PERSEGUITANO SOLO DELLE BRUTTE RACCHIE??????

Ecco allora un piccolo compendio di regole estetiche per tutte voi, meravigliose amiche di antyepatty, che aspirate a vivere con noi, e gli errori da non ripetere.

ROOMMATE/1

L***A

Eccola qua. Fa medicina, è gradevolmente ispanica, e, naturalmente, arriva in ritardo. Appena varca la soglia ho voglia di pestarla a sangue per quei venti meravigliosi minuti di vita che mi ha tolto, ma lei si scusa ed io divento conciliante. Dimostra subito di essere una persona gradevolissima ed è anche molto gentile, ma non riesco a cancellare la mia prima impressione... Già quando la osservo dalla finestra vedo che cammina come un wrestler insicuro… avete presente la canzoncina “un elefante si dondolava sopra il filo di una ragnatela…”? Ecco, non riesco più a toglierla dalla mente!

Indossa un maglione a strisce orizzontali (sei cicciotta, per favore evita di ostentarlo) bianche, azzurre e marroni, come se qualcuno mai avesse pensato che questi tre colori vanno d’accordo sullo stesso indumento!!! Naturalmente ha anche una camicia, che le esce timidamente sgualcita da dietro il maglione…e i jeans, per fortuna, almeno quelli vanno bene, mi riposo su questo pensiero e tiro il fiato. Ok, ha gli occhiali da vista, anch’io li porto, ma vorrei avvertirla che se ha più di 13 anni, il modello Harry Potter non le dona. Potrei anche non farci caso, se non fosse che mi fisso su questo particolare per evitare di focalizzare l’attenzione sui brufoli. Ma in Spagna il trucco non esiste?!? Va bene acqua e sapone, ma almeno quelli usiamoli spesso e bene!!! Capisco il viaggio, la fatica di cercar casa, l’ostello, ma prima del colloquio poteva almeno farsi una doccia, o se proprio non aveva tempo, almeno lavarsi la testa, per evitare che il ricordo della sua coda di capelli sporchi, crespi, ma soprattutto unti, tornasse a torturarmi in sogno come una maledizione!!!

Per il resto, però, una gran brava ragazza!!!

Credevo di riuscire…ma è troppo doloroso…dovrò continuare nei prossimi giorni…adesso devo andare a rifarmi gli occhi, prima che questo ricordo si impossessi di me!!! A presto…..

lunedì, ottobre 02, 2006

Alla fine hai ragione te!!!!

Sai, oggi sono entrata nel blog per cancellarlo e dargli FINALMENTE l’estremo saluto, dopo mesi e mesi in cui è parso chiaro a tutti che fosse morto e sepolto da molto tempo…ma chi si aspettava di entrare e vedere il tuo commento autoinvitata fissa e compagna di pazzie !?! Al che, stranamente, qualcosa è cambiato…
Non mi aspettavo certo che una decisione ponderata nel tempo, nutrita da discussioni e consultazioni fra me e la Patty potesse tutto a un tratto essere bruscamente ridimensionata da un semplice “perchè farlo morire? perhè?”(notare anche il simpatico refuso qui trascritto, che bene descrive la natura di una persona che, compagna di pazzie, lo è per davvero!!).
E sai che ti dico, ALLA FINE HAI RAGIONE TE!!!
Me lo sono chiesto… e non ho trovato una risposta valida! È la prima volta che succede da sei mesi a questa parte!!
Magari questo non sarà un nuovo inizio, magari non sarà nient’altro che un ulteriore straziante tentativo di abbandono non andato a buon fine, ma quello che hai detto, per me che ti immagino mentre lo dici, è stato un balsamo per il cuore e un’iniezione di buonumore!
Siamo state così dure con noi stesse, io e la Patty, ripensando al periodo in cui è nato questo blog, che, forse, abbiamo temporaneamente perso la nostra obiettività e non siamo state capaci di guardarci con un briciolo di sana ironia. Alla fine sappiamo solo noi quali sono i motivi che ci indussero a cominciare questa esperienza e solo noi sappiamo i motivi che ci hanno condotto a terminarla… ma sono poi così validi?
Oggi rileggendo qua e là spezzoni di post a casaccio mi sono resa conto di quanto siano realmente importanti, non le cose che abbiamo scritto, ma quelle omesse… Sarà un controsenso, certamente la natura di un blog non è quella di descrivere esperienze mai trascritte, ma chi lo dice??
Siamo cambiate, tante cose son successe, di belle e di brutte, e noi ci ritroviamo a guardarci indietro e non assomigliare a quello che abbiamo scritto.
E allora?? Neanche allora ci assomigliavamo poi troppo!!! Però, in fondo, se siamo qui e siamo diventate così forse un po’ è anche per merito di quel malnato, inconsapevole, divertentissimo inverno… no?

Allora a presto.

venerdì, aprile 07, 2006

Nosferatu

Finalmente è arrivata la primavera. Chissà cosa ci è successo? Probabilmente la narrazione dei nostri mercoledì, come quella di ogni fenomeno di rilevanza sociale, è giunta postuma. La possibilità infinitamente piacevole di descrivere lo straordinario nell’ordinario, se fossilizzata dalla sua ricerca, diventa irrimediabilmente sterile. Questa presa di coscienza si trasforma, quindi, nella celebrazione di un lutto. Come di ogni morte annunciata, niente si può fare se non prenderne atto e andare oltre, sperando, in cuor nostro che nuova linfa giunga a rivitalizzare membra stanche e vecchie, ristabilendo la dimensione privata dell’intimo sconvolgimento che coglie la fantasia di chi vive, con infinito entusiasmo, anche i momenti più bui della sua vita.
Il sole è tornato.
L’amore anche.
Le vostre care antyepatty si stanno accingendo a vivere una svolta decisiva delle loro vite. Svolta, bivio, scelta, o meglio scelte, che stavolta non mi sento in grado di descrivere. Non sono, ora come ora, in grado di parlare anche per la Patty. Che sia il caso di gettarci tutto alle spalle e girare pagina, tuffandosi a capofitto nell’ignoto capitolo che il destino scrive per noi?

E voi come state?

venerdì, marzo 17, 2006

Una rondine non fa primavera, purtroppo!

Stiamo trascurando un po’ il blog, è vero, ma siamo quì, nessun problema dunque. Per quel che mi riguarda sono un po’ impigrita: mi sveglio la mattina senza la benchè minima voglia di mettere i piedi giù dal letto e l’idea di alzarmi mettendo in moto gli ingranaggi per un’intera giornata non è sempre un bel pensiero. Ma ci sono, ci sono. Sono come questo inizio di primavera a Bologna, se di primavera posso permettermi di parlare. Il sole si lascia vedere ancora troppo timidamente e le belle giornate sono intermittenti come le lucine di Natale che i nostri vicini - siano maledetti - lasciano ancora oggi accese sulla finestra di fronte. La temperatura è ancora troppo bassa, la vitalità ancora imprigionata in sciarpe e piumini. Così anche io vivo di alti e bassi, di sere, poche in realtà, con la voglia pazzesca di uscire e fare mattina e tante, le altre, con il desiderio di spegnermi, piano piano, sul divano fino a trascinarmi faticosamente nel letto. Ma in mezzo a questo c’è tutto il resto: le lezioni, i pomeriggi di shopping, i duelli politici delle bande Prodi-Berlusconi, l’Inter che accede ai quarti di Champions, un sacco di compleanni e i muffin al cioccolato. Anty ha ricominciato ad andare a lezione e gli stimoli allo sfascio serale, pur non essendo diminuiti, diciamo che si sono un poco affievoliti. Sabato siamo andate al concerto degli Afterhours. Anty e Patty in mezzo ad una massa di marcantoni che ci hanno riempito di gomitate per una performance di Manuel Agnelli su cui ci sarebbe molto da dire, ma lasciamo perdere. Che le piccole iene che vivono in noi continuino a riposare, è meglio (specialmente la mia!). Da qualche settimana stiamo trascurando anche i nostri mercoledì, ma sappiamo di avere tutto il tempo per recuperare, specialmente ora che si è aggiunto a noi anche il terzo elemento. Si sa, più si è, meglio è. E, per quel che riguarda questa sera, forza gente, in alto le pinte di Guinness, una bella bussata sul tavolo e buon San Patrizio a tutti!

martedì, marzo 07, 2006

Alla fine dei giorni, la resa dei conti. Tutto finisce. Tutto. La ridicolezza di averci creduto ancora. Chissà. Chissà N., forse parlerò di te. Forse parlerò di te domani. O fra una settimana, un mese, un anno. Certo, magari lo farò quando starò meglio.
Magari parlerò con te domani.
Mi viene solo da ridere, adesso, pensando all’ironia delle cose.
Qualcosa di così bello, e fragile, che sapevamo destinato a finire, è finito.
E non mi viene più da ridere.
Ovunque tu sia, io sarò sempre con te. E non è vero che non sei più la prima nell’ordine delle mie priorità emozionali. Ma tu questo lo sai.
Buona fortuna.

domenica, febbraio 26, 2006

Per Te... se mai lo leggerai...

C’era una volta una brutta storia. Ma così brutta da non meritare di essere raccontata ad anima viva. Tale storia salì agli onori delle cronache come “il fattaccio”. Naturalmente il fattaccio avvenne a Bologna e, peggio ancora, si svolse in un ambiente a noi familiare. L’orrendo reato si consumò nell’arco di svariati mesi, ma nonostante la lunga durata, neanche per un istante il dolore si attutì. L’evento funesto si trasformò col tempo in una lunga agonia del cuore, assumendo i connotati che lo rendono un monito, celebre quanto temuto, nel nostro gruppo. “Non vorrai mica fare la fine di anty con …”, è una frase spesso ripetuta fra le persone che mi circondano. Ormai posso dire di esserne fuori, ma il problema di una possibile ricaduta permane latente nel mio subconscio. Patty sorveglia che la mia mente ancora fragile non torni a perseverare nell’errore, ma spesso anche lei si arrende, di fronte alla brutale potenza degli istinti di una donna dal cuore sensibile alle trappole emotive che tale categoria di uomini incarnano per lei.
Non è proprio il caso di narrare per esteso la vicenda, che porta con sé tutta la tristezza e lo squallore di un amore (corrisposto) che si arena appena nato, per finire miseramente nel fondo di bicchiere colmo di paure.
Quando due persone si guardano come se al mondo non esistessero altri che loro… e finiscono per ballare un tango mortale, piroettando fra le alterne vicende della vita come se l’unico fine fosse quello di perdersi l’uno nell’altro… ma rimangono schiacciati dalla loro paura di soffrire…non possono che trascinarsi reciprocamente nel più profondo degli abissi. Non parlerò di questa vicenda, né delle dinamiche che sono intercorse fra me e … Lui… per adesso.
Lo smacco, la sofferenza, la rabbia e il dolore sono ancora presenti ogni volta che provo a razionalizzare l’accaduto, ma un sentimento peggiore si sta facendo strada in me, ed è l’indifferenza. L’inaccettabile oblio della mente che questa persona, se tale vogliamo definirla, provoca in me ogniqualvolta io mi trovi a parlare di Lui.
Non potrei mai accettare di svegliarmi un giorno e accorgermi che non desta più in me alcuna emozione. Sarebbe, purtroppo, arrivato il temuto letargo dell’anima che tanto spesso temo mi possegga. In seguito al fattaccio voglio solo riuscire a credere che lui sia l’eccezione e non la regola nella mia vita… come nella vostra. Infatti, il motivo per cui vi parlo (o non meglio, non vi parlo!) di questa vicenda è solo uno: fissarsi su chi non merita niente, se non la nostra commiserazione, è la peggior maledizione che possa capitare a qualcuno.
Vivere tutto così intensamente da rimanere senza fiato è l’unica soluzione. Se non puoi, o non vuoi farlo, tanto vale morire. Di paura.
E allora scopatevi la fottuta esistenza come se non esistesse domani. Vivere le paure è sempre meglio che lasciare che loro dirigano la vostra vita, no?
Io ho scelto. Ho scelto un limbo, intensamente pieno di qualsiasi emozione da lasciarmi costantemente col fiato corto, ma vibrante di perturbanti quanto lascivi fremiti di piacere. Non c’è antidoto. Esiste solo la possibilità di una scelta. Ed è proprio il caso di farla. No?

martedì, febbraio 21, 2006

Anche stasera è andata...

Anche stasera è andata…Di nuovo ci siamo ripromesse una serata tranquilla e abbiamo tirato le quattro. Ma c’è qualcosa che non va in noi? Capita a tutti gli studenti di Bologna o il nostro è un virus sconosciuto? La pandemia si sta diffondendo?
Non riesco a spiegarmi come due persone sane riescano a uscire due minuti per salutare gli amici e poi facciano così tardi…
Alla fine questa vita mi piace. Non la cambierei con nulla al mondo. E adoro tutto questo.
Bologna. I cocktail. La vita del postmoderno Bukowski. Se fosse una donna.
Questo è un muto appello a condividere con noi le vostre notti.
Sappiamo che ci siete.
Fatevi sentire…

sabato, febbraio 18, 2006

Ad un anonimo abbastanza riconoscibile.

Cresce un rapporto quando si litiga? Oppure è un chiaro segno che, da entrambe le parti, sono stati costruiti castelli in aria e che niente è davvero uguale a quello che sembrava? Se qualcuno potesse fotografarmi ora, immortalerebbe una persona in bianco e nero, un volto dominato solo da luci ed ombre (e qui lo spunto fotografico è ripreso da un amico di blog: Porcosenz’ali ultimamente ha occupato parte delle nostre letture, vero anty?). Perchè è così che mi sento. Piccola, triste, grigia. Questo post è scritto per un amico, un anonimo abbastanza riconoscibile che stasera, per la prima volta, ha usato parole dure con me. Non l’aveva mai fatto, non credevo l’avrebbe mai fatto per l’idea sbagliata che mi ero fatta di lui. Sbagliata nel senso che ho attribuito caratteristiche perfette a chi perfetto non è e che, umanamente, come me, guarda, studia, riflette e giudica. Sono stata messa ancora davanti alla mia incapacità di dimostrare e comunicare quello che provo, quelli che sono i miei pensieri, le mie ragioni, i miei sentimenti. E, nel farlo, non mi sono accorta che ferivo qualcuno. Qualcuno che, per tutto quello che mi ha dato e mi sta dando, non avrei mai voluto toccare nemmeno con un dito, qualcuno che ha tentato sempre di ascoltarmi e di aiutarmi. E ora ci sto male. Mi accorgo di non avere trasmesso quello che volevo. E so anche che si arrabbierà quando leggerà questo post, perchè i panni sporchi si lavano in famiglia e lo so. Però voglio fargli arrivare il mio dispiacere e il mio senso di colpa. Perchè so di essere terribilmente imperfetta, ma so anche che, se lui guardasse in fondo, ma proprio in fondo, vedrebbe quello che per mesi lui ha significato, e significa da tempo, per me. E questo post, mio adorato anonimo abbastanza riconoscibile, è stato scritto prima del tuo arrivo…è ovvio. Ed è tuo.


“Parla in fretta e non pensare se quel che dici può far male… Tanto poi, tu lo sai, riuscirei sempre a convincermi che tutto scorre…Usami, straziami, strappami l’anima, fai di me quel che vuoi tanto non cambia l’idea che ormai ho di te, verde coniglio dalle mille facce buffe..” Negramaro