Ogni riferimento a fatti, persone e luoghi è puramente casuale...o no?! Pertanto alcuni dei nomi citati potrebbero essere di fantasia.

mercoledì, novembre 22, 2006

3:40

Tre e quaranta del mattino. È ora? È ora. Vado in bagno. Magari chiama. Non devo essere pronta per uscire sennò va a finire che lo faccio davvero. Spogliati. Butta via le lenti a contatto. Metti il pigiama. Lava i denti. Ok, fatto. Vado a letto… ed è allora che prendo in mano il cellulare. Ma se gli mandassi un messaggio? A quest’ora avrà finito di lavorare. Chissà che sta facendo. Magari è in giro. O forse a letto… no, penso di no. Che bello che è fra le coperte… disteso, quando ti guarda con quegli occhi pieni di voglia. Ahhhhhhhhhh!!!!!!!!!!! BASTA! Appoggia il telefono sul comodino. Spegni la luce e dormi. Per fortuna che esiste l’orgoglio! Sei così orgogliosa che non sopporteresti l’umiliazione di chiamarlo tu. Di nuovo. Alla fine lui ti cerca solo quando sa che sei debole ed è facile farti fare quello che vuole. Lo stronzo. Però che voglia che hai di chiamare sto stronzo! È così carino… eppoi ormai te lo immagini a letto, quando si rotola fra le coperte e ti accarezza tutto assonnato nel tepore della mattina…BASTA! BASTA! BASTA! Pensa ad altro!! Dormi, dormi, dormi, dormi, dormi, dormi, dormi, dormi, dormi….

venerdì, ottobre 06, 2006

ROOMMATE

Parliamo un po’di coinquiline. Le vostre care antyepatty in questo periodo hanno lo stesso problema di altri migliaia di studenti a Bologna… la ricerca di una coinquilina. Sembra un argomento di normale amministrazione cercare qualcuno con cui condividere la casa e le spese, ma le insidie nascoste in questa semplice e apparentemente innocua mansione si annidano dietro ogni angolo. Per me e la Patty la presenza di questa fantomatica terza persona è indispensabile per riuscire ad evitare di diventare a tutti gli effetti la famiglia Vianello (giusto per la cronaca: io sono Sandra e lei Raimondo, visto che io non leggo la Gazzetta e lei si!). Comunque questa volta la ricerca sta assumendo connotati inquietanti. La Patty non c’è - ma torna presto per fortuna!!! – e quindi sono da sola, abbandonata a me stessa, confusa e tormentata… Ma dico io, è possibile che la Corte dei Miracoli si sia radunata e stia complottando contro di noi?

Penso di essere una persona molto tollerante, nonostante una valanga di orrendi difetti, che però, per fortuna, solitamente non si manifestano al primo incontro. I criteri che applico nella ricerca di una coinquilina sono semplici: non deve essere una squilibrata e deve essere carina. Ebbene sì, sono una razzista. Non sopporto che vivano con me persone brutte. Esteticamente brutte. Questo non perché mi ritenga Miss Universo o mi senta di portare al collo la fascia “Si, si, hai capito bene, sono migliore di te!”, ma solo per una questione di pubblica decenza. Non posso, non è umanamente possibile, (e non mi interessa neppure), capire al primo incontro la totalità della psicologia della persona che mi sta di fronte per quei decisivi otto/ quattordici minuti, e valutarne di conseguenza la compatibilità con il sistema formalmente funzionante di relazioni “antyepatty-terzacoinquilina”, quindi mi baso sui dati in mio possesso. Quando le persone acquistano qualcosa…boh, anche una caffettiera…valutano per prima cosa la sua funzionalità (quella di una persona è dura da vedere!), poi il prezzo (idem) e successivamente, se questi fattori risultano equivalenti in due o più articoli, scelgono il più bello! Se mi sento tranquilla nell’operare questa scelta in qualsiasi ambito della vita, non capisco perché dovrei sentirmi politicamente scorretta (una stronza, insomma) se applico questo criterio anche nella scelta di chi vive con me!

Insomma, se posso scegliere davanti a quale faccia fare colazione la mattina, perché dovrei prenderne una “AGGHIACCIANTE”? Già mi sveglio abbastanza storta da sola senza andare ad aggravare la situazione, no?!?

E ALLORA MI DOMANDO DOVE SONO FINITE LE BELLE RAGAZZE, O QUELLE ALMENO PASSABILI, VISTO CHE DA DUE SETTIMANE MI PERSEGUITANO SOLO DELLE BRUTTE RACCHIE??????

Ecco allora un piccolo compendio di regole estetiche per tutte voi, meravigliose amiche di antyepatty, che aspirate a vivere con noi, e gli errori da non ripetere.

ROOMMATE/1

L***A

Eccola qua. Fa medicina, è gradevolmente ispanica, e, naturalmente, arriva in ritardo. Appena varca la soglia ho voglia di pestarla a sangue per quei venti meravigliosi minuti di vita che mi ha tolto, ma lei si scusa ed io divento conciliante. Dimostra subito di essere una persona gradevolissima ed è anche molto gentile, ma non riesco a cancellare la mia prima impressione... Già quando la osservo dalla finestra vedo che cammina come un wrestler insicuro… avete presente la canzoncina “un elefante si dondolava sopra il filo di una ragnatela…”? Ecco, non riesco più a toglierla dalla mente!

Indossa un maglione a strisce orizzontali (sei cicciotta, per favore evita di ostentarlo) bianche, azzurre e marroni, come se qualcuno mai avesse pensato che questi tre colori vanno d’accordo sullo stesso indumento!!! Naturalmente ha anche una camicia, che le esce timidamente sgualcita da dietro il maglione…e i jeans, per fortuna, almeno quelli vanno bene, mi riposo su questo pensiero e tiro il fiato. Ok, ha gli occhiali da vista, anch’io li porto, ma vorrei avvertirla che se ha più di 13 anni, il modello Harry Potter non le dona. Potrei anche non farci caso, se non fosse che mi fisso su questo particolare per evitare di focalizzare l’attenzione sui brufoli. Ma in Spagna il trucco non esiste?!? Va bene acqua e sapone, ma almeno quelli usiamoli spesso e bene!!! Capisco il viaggio, la fatica di cercar casa, l’ostello, ma prima del colloquio poteva almeno farsi una doccia, o se proprio non aveva tempo, almeno lavarsi la testa, per evitare che il ricordo della sua coda di capelli sporchi, crespi, ma soprattutto unti, tornasse a torturarmi in sogno come una maledizione!!!

Per il resto, però, una gran brava ragazza!!!

Credevo di riuscire…ma è troppo doloroso…dovrò continuare nei prossimi giorni…adesso devo andare a rifarmi gli occhi, prima che questo ricordo si impossessi di me!!! A presto…..

lunedì, ottobre 02, 2006

Alla fine hai ragione te!!!!

Sai, oggi sono entrata nel blog per cancellarlo e dargli FINALMENTE l’estremo saluto, dopo mesi e mesi in cui è parso chiaro a tutti che fosse morto e sepolto da molto tempo…ma chi si aspettava di entrare e vedere il tuo commento autoinvitata fissa e compagna di pazzie !?! Al che, stranamente, qualcosa è cambiato…
Non mi aspettavo certo che una decisione ponderata nel tempo, nutrita da discussioni e consultazioni fra me e la Patty potesse tutto a un tratto essere bruscamente ridimensionata da un semplice “perchè farlo morire? perhè?”(notare anche il simpatico refuso qui trascritto, che bene descrive la natura di una persona che, compagna di pazzie, lo è per davvero!!).
E sai che ti dico, ALLA FINE HAI RAGIONE TE!!!
Me lo sono chiesto… e non ho trovato una risposta valida! È la prima volta che succede da sei mesi a questa parte!!
Magari questo non sarà un nuovo inizio, magari non sarà nient’altro che un ulteriore straziante tentativo di abbandono non andato a buon fine, ma quello che hai detto, per me che ti immagino mentre lo dici, è stato un balsamo per il cuore e un’iniezione di buonumore!
Siamo state così dure con noi stesse, io e la Patty, ripensando al periodo in cui è nato questo blog, che, forse, abbiamo temporaneamente perso la nostra obiettività e non siamo state capaci di guardarci con un briciolo di sana ironia. Alla fine sappiamo solo noi quali sono i motivi che ci indussero a cominciare questa esperienza e solo noi sappiamo i motivi che ci hanno condotto a terminarla… ma sono poi così validi?
Oggi rileggendo qua e là spezzoni di post a casaccio mi sono resa conto di quanto siano realmente importanti, non le cose che abbiamo scritto, ma quelle omesse… Sarà un controsenso, certamente la natura di un blog non è quella di descrivere esperienze mai trascritte, ma chi lo dice??
Siamo cambiate, tante cose son successe, di belle e di brutte, e noi ci ritroviamo a guardarci indietro e non assomigliare a quello che abbiamo scritto.
E allora?? Neanche allora ci assomigliavamo poi troppo!!! Però, in fondo, se siamo qui e siamo diventate così forse un po’ è anche per merito di quel malnato, inconsapevole, divertentissimo inverno… no?

Allora a presto.

venerdì, aprile 07, 2006

Nosferatu

Finalmente è arrivata la primavera. Chissà cosa ci è successo? Probabilmente la narrazione dei nostri mercoledì, come quella di ogni fenomeno di rilevanza sociale, è giunta postuma. La possibilità infinitamente piacevole di descrivere lo straordinario nell’ordinario, se fossilizzata dalla sua ricerca, diventa irrimediabilmente sterile. Questa presa di coscienza si trasforma, quindi, nella celebrazione di un lutto. Come di ogni morte annunciata, niente si può fare se non prenderne atto e andare oltre, sperando, in cuor nostro che nuova linfa giunga a rivitalizzare membra stanche e vecchie, ristabilendo la dimensione privata dell’intimo sconvolgimento che coglie la fantasia di chi vive, con infinito entusiasmo, anche i momenti più bui della sua vita.
Il sole è tornato.
L’amore anche.
Le vostre care antyepatty si stanno accingendo a vivere una svolta decisiva delle loro vite. Svolta, bivio, scelta, o meglio scelte, che stavolta non mi sento in grado di descrivere. Non sono, ora come ora, in grado di parlare anche per la Patty. Che sia il caso di gettarci tutto alle spalle e girare pagina, tuffandosi a capofitto nell’ignoto capitolo che il destino scrive per noi?

E voi come state?

martedì, marzo 07, 2006

Alla fine dei giorni, la resa dei conti. Tutto finisce. Tutto. La ridicolezza di averci creduto ancora. Chissà. Chissà N., forse parlerò di te. Forse parlerò di te domani. O fra una settimana, un mese, un anno. Certo, magari lo farò quando starò meglio.
Magari parlerò con te domani.
Mi viene solo da ridere, adesso, pensando all’ironia delle cose.
Qualcosa di così bello, e fragile, che sapevamo destinato a finire, è finito.
E non mi viene più da ridere.
Ovunque tu sia, io sarò sempre con te. E non è vero che non sei più la prima nell’ordine delle mie priorità emozionali. Ma tu questo lo sai.
Buona fortuna.

domenica, febbraio 26, 2006

Per Te... se mai lo leggerai...

C’era una volta una brutta storia. Ma così brutta da non meritare di essere raccontata ad anima viva. Tale storia salì agli onori delle cronache come “il fattaccio”. Naturalmente il fattaccio avvenne a Bologna e, peggio ancora, si svolse in un ambiente a noi familiare. L’orrendo reato si consumò nell’arco di svariati mesi, ma nonostante la lunga durata, neanche per un istante il dolore si attutì. L’evento funesto si trasformò col tempo in una lunga agonia del cuore, assumendo i connotati che lo rendono un monito, celebre quanto temuto, nel nostro gruppo. “Non vorrai mica fare la fine di anty con …”, è una frase spesso ripetuta fra le persone che mi circondano. Ormai posso dire di esserne fuori, ma il problema di una possibile ricaduta permane latente nel mio subconscio. Patty sorveglia che la mia mente ancora fragile non torni a perseverare nell’errore, ma spesso anche lei si arrende, di fronte alla brutale potenza degli istinti di una donna dal cuore sensibile alle trappole emotive che tale categoria di uomini incarnano per lei.
Non è proprio il caso di narrare per esteso la vicenda, che porta con sé tutta la tristezza e lo squallore di un amore (corrisposto) che si arena appena nato, per finire miseramente nel fondo di bicchiere colmo di paure.
Quando due persone si guardano come se al mondo non esistessero altri che loro… e finiscono per ballare un tango mortale, piroettando fra le alterne vicende della vita come se l’unico fine fosse quello di perdersi l’uno nell’altro… ma rimangono schiacciati dalla loro paura di soffrire…non possono che trascinarsi reciprocamente nel più profondo degli abissi. Non parlerò di questa vicenda, né delle dinamiche che sono intercorse fra me e … Lui… per adesso.
Lo smacco, la sofferenza, la rabbia e il dolore sono ancora presenti ogni volta che provo a razionalizzare l’accaduto, ma un sentimento peggiore si sta facendo strada in me, ed è l’indifferenza. L’inaccettabile oblio della mente che questa persona, se tale vogliamo definirla, provoca in me ogniqualvolta io mi trovi a parlare di Lui.
Non potrei mai accettare di svegliarmi un giorno e accorgermi che non desta più in me alcuna emozione. Sarebbe, purtroppo, arrivato il temuto letargo dell’anima che tanto spesso temo mi possegga. In seguito al fattaccio voglio solo riuscire a credere che lui sia l’eccezione e non la regola nella mia vita… come nella vostra. Infatti, il motivo per cui vi parlo (o non meglio, non vi parlo!) di questa vicenda è solo uno: fissarsi su chi non merita niente, se non la nostra commiserazione, è la peggior maledizione che possa capitare a qualcuno.
Vivere tutto così intensamente da rimanere senza fiato è l’unica soluzione. Se non puoi, o non vuoi farlo, tanto vale morire. Di paura.
E allora scopatevi la fottuta esistenza come se non esistesse domani. Vivere le paure è sempre meglio che lasciare che loro dirigano la vostra vita, no?
Io ho scelto. Ho scelto un limbo, intensamente pieno di qualsiasi emozione da lasciarmi costantemente col fiato corto, ma vibrante di perturbanti quanto lascivi fremiti di piacere. Non c’è antidoto. Esiste solo la possibilità di una scelta. Ed è proprio il caso di farla. No?

martedì, febbraio 21, 2006

Anche stasera è andata...

Anche stasera è andata…Di nuovo ci siamo ripromesse una serata tranquilla e abbiamo tirato le quattro. Ma c’è qualcosa che non va in noi? Capita a tutti gli studenti di Bologna o il nostro è un virus sconosciuto? La pandemia si sta diffondendo?
Non riesco a spiegarmi come due persone sane riescano a uscire due minuti per salutare gli amici e poi facciano così tardi…
Alla fine questa vita mi piace. Non la cambierei con nulla al mondo. E adoro tutto questo.
Bologna. I cocktail. La vita del postmoderno Bukowski. Se fosse una donna.
Questo è un muto appello a condividere con noi le vostre notti.
Sappiamo che ci siete.
Fatevi sentire…

mercoledì, febbraio 15, 2006

Uff....

Oggi è il mio compleanno....

venerdì, febbraio 10, 2006

Giovedi?...Ma Insomma!

Insomma, anche stasera è andata… non siamo uscite di mercoledì perché patty aveva un esame stamattina… ma il giovedì al S* *S fa proprio schifo. La solita serata in cui speri esclusivamente di essere da qualche altra parte. Gli amici sono lì, ma l’ambiente è allucinante e il tuo unico desiderio è quello di tentare di ricordarti perché sei uscita. Ma non lo ricordi. Neanche l’alcool riesce ad intorpidirti abbastanza da farti diventare una sorridente, allegra, spensierata ochetta da serata mondana. E allora dopo un drink di preserata al C* *I a base di tequila, una caipiroska e un martini, getti la spugna e te ne vai a letto. Ma neanche questo è vero... te ne stai al pc a scrivere un post aspettando una telefonata del tuo amico barista per uscire di nuovo, alla ricerca di quella divertente serata che ti sei persa andando il giorno sbagliato nel tuo solito locale. Uscire alle quattro di notte quando sai che dovrai passare tutta la giornata successiva a lavorare non è il massimo, ma lo fai ugualmente. La vita a Bologna. Una volta che ti ha preso non ti molla più. Che tu lo voglia o no. Patty è a letto. Domani se ne va a ripigliarsi tra le confortevoli mura domestiche, mentre io sarò in balia delle consuete pippe da fine settimana. Gli sbarbatelli della provincia vengono in città a tentare di fare, almeno per un momento, l’indipendente vita dello studente fuori sede. E lo studente fuori sede sta in casa pur di non incontrare la mediocrità della provincia dalla quale è fuggito.

Ma parliamo adesso delle ore appena trascorse… quando siamo uscite lunedì abbiamo conosciuto, come al solito, una schiera di persone che ti hanno fatto divertire, ma che sai di non rivedere, se possibile, mai più. Invece, della serie “a volte ritornano”, due di questi individui ignoti li abbiamo rincontrati proprio stasera. Il più pittoresco dei due è un gay represso con il tipico atteggiamento da milanese mancato e la sciarpa anche in un locale in cui ci saranno come minimo quaranta gradi. Ma fotte come un riccio. Le donne gli cascano ai piedi ad ogni angolo e questa è una cosa che anty&patty non riescono proprio a spiegarsi. Lunedì era riuscito ad andare a casa di una tipa e stasera almeno tre gli stavano intorno, vezzeggiandolo come fosse un adone. L’amico di costui, l’intelligente e simpatica e bella macchietta che si porta appresso, dopo un’intensa serata di corteggiamento nei confronti della nostra coinquilina espagnola, stasera ha tentato il più noioso degli approcci. Dopo aver sondato il terreno mandando un messaggio oggi pomeriggio alla nostra beneamata convivente (che non ha ricevuto risposta da parte di costei, già impegnata per la serata con noi) è rimasto stupito nell’incontrarci e, per tutta risposta, si è trovato un’insignificante sciacquetta con cui pomiciare nelle poltroncine immediatamente di fronte a noi.
Al di lá dell’evidente ilaritá che tale fanciullesco atto ha destato in noi, lo squallore della serata passata in un ambiente in cui nessun essere senziente ha mai messo piede di giovedì, ci ha convinto all’estremo abbandono. Nell’attesa che le forti, calde, braccia di Morfeo ci conducano nel più agognato oblio della mente. E buonanotte.

giovedì, febbraio 09, 2006

Ma poi perchè?

È notte. Stranamente si tratta di un mercoledì e non sono in giro a vivere. Sono in casa a rimuginare sullo strano destino delle cose. Passi una buona parte della tua esistenza a scrivere testi, che verranno pubblicati e letti, su argomenti che ti stanno a cuore. Ma eviti di parlare della realtà delle cose che ti succedono ogni giorno. Poi, in un momento, tutto cambia, e hai solo voglia di rendere gli altri partecipi, di coinvolgere qualcuno nel bello e nel brutto della tua vita. Di farlo ridere. E ti ritrovi la notte a scrivere un post… e pensare che hai tanto voluto uno spazio come questo… e quando ce l’hai la vita reclama l’immediata restituzione del tempo che le sottrai!
Ho sempre preferito essere parte integrante di qualcosa, non perdermi nelle riflessioni, evitare di descrivere momenti e sensazioni per paura di alterare l’innegabile sensazione dell’esserci punto e basta, del non dover fare altro che mettere il proprio sangue, la pelle, i capelli, le vene in quello che provi, nel momento esatto in cui lo provi e solo allora.
Ma come trattenere un irrefrenabile, ossessivo e narcisistico senso di euforico disagio di fronte alla caducità della bellezza e comunicarlo, sgomenti, felici e angosciati a qualcun’altro!
Quindi…cominciamo. È ora.